Al centro di ‘Bello di mamma!’ c’è un’idea semplice e potente: in un mondo che cambia velocemente, pieno
di contraddizioni e richieste continue, tutti – prima o poi – sentiamo il bisogno di tornare a quell’abbraccio
ancestrale che da bambini ci faceva sentire al sicuro. Il punto di partenza è l’immagine universale dell’infanzia:
la voce della madre che risolveva le paure, una tazza di cioccolata, i cartoni animati, una coperta che scaldava
gambe e cuore. Quel “bello di mamma” che proteggeva o, quando necessario, rimetteva in riga.
Al centro di ‘Bello di mamma!’ c’è un’idea semplice e potente: in un mondo che cambia velocemente, pieno
di contraddizioni e richieste continue, tutti – prima o poi – sentiamo il bisogno di tornare a quell’abbraccio
ancestrale che da bambini ci faceva sentire al sicuro. Il punto di partenza è l’immagine universale dell’infanzia:
la voce della madre che risolveva le paure, una tazza di cioccolata, i cartoni animati, una coperta che scaldava
gambe e cuore. Quel “bello di mamma” che proteggeva o, quando necessario, rimetteva in riga.