Strizzando l’occhio al famoso film con Michael Douglas “Un giorno di ordinaria follia”,
Bertolino racconta, in un’ora e mezza di imperdibile one man show, uno spaccato della
complicata realtà in cui viviamo. Quasi un vademecum su come guardare con la lente del
paradosso e della comicità un panorama sconnesso fatto di politicamente corretto,
automatizzazione e digitalizzazione sfrenata, azzeramento dei rapporti umani.
Tra sessantenni, pluridivorziati e sempre irrisolti esemplari di homo analogicus e homo
digitalis in fila alle poste, ecco l’irresistibile ritratto di una generazione che non solo “ha
perso”, ma che molto probabilmente si è anche “persa”.
È un mondo distorto a cui non ci si riesce a rassegnare ma che possiamo affrontare con gli
unici antidoti possibili per sopravvivere: la risata e la ironia.
Strizzando l’occhio al famoso film con Michael Douglas “Un giorno di ordinaria follia”,
Bertolino racconta, in un’ora e mezza di imperdibile one man show, uno spaccato della
complicata realtà in cui viviamo. Quasi un vademecum su come guardare con la lente del
paradosso e della comicità un panorama sconnesso fatto di politicamente corretto,
automatizzazione e digitalizzazione sfrenata, azzeramento dei rapporti umani.
Tra sessantenni, pluridivorziati e sempre irrisolti esemplari di homo analogicus e homo
digitalis in fila alle poste, ecco l’irresistibile ritratto di una generazione che non solo “ha
perso”, ma che molto probabilmente si è anche “persa”.
È un mondo distorto a cui non ci si riesce a rassegnare ma che possiamo affrontare con gli
unici antidoti possibili per sopravvivere: la risata e la ironia.