Dopo i capolavori di MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE ed ERANO TUTTI MIEI FIGLI, il nuovo Miller di De Capitani ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi economica ed esistenziale che investe l’America nel 1929: L’OROLOGIO AMERICANO è un grande affresco corale, una forma di teatro totale che il regista ambienta, tra Brecht e Fellini, in un circo-cabaret ricco di sorprendenti riverberi attuali. Prende vita sul palco un’intera comunità, che proviene da ogni parte degli States. Una folla di personaggi incrocia la vita di Lee Baum, il narratore, e quella della sua famiglia, specchio di quella dell’autore: un tempo molto ricca, col crollo della borsa di New York ha visto sparire i propri privilegi per scivolare velocemente nell’indigenza.
Dopo i capolavori di MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE ed ERANO TUTTI MIEI FIGLI, il nuovo Miller di De Capitani ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi economica ed esistenziale che investe l’America nel 1929: L’OROLOGIO AMERICANO è un grande affresco corale, una forma di teatro totale che il regista ambienta, tra Brecht e Fellini, in un circo-cabaret ricco di sorprendenti riverberi attuali. Prende vita sul palco un’intera comunità, che proviene da ogni parte degli States. Una folla di personaggi incrocia la vita di Lee Baum, il narratore, e quella della sua famiglia, specchio di quella dell’autore: un tempo molto ricca, col crollo della borsa di New York ha visto sparire i propri privilegi per scivolare velocemente nell’indigenza.